{"id":474,"date":"2014-05-22T12:00:01","date_gmt":"2014-05-22T10:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.blogcielomareterra.it\/?p=474"},"modified":"2014-05-22T12:02:58","modified_gmt":"2014-05-22T10:02:58","slug":"biodiversita-in-italia-addio-alle-gru","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.blogcielomareterra.it\/?p=474","title":{"rendered":"Biodiversit\u00e0: in Italia addio alle gru"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em>Durante la Giornata mondiale della biodiversit\u00e0 si \u00e8 evidenziato come un terzo degli animali \u00e8 in grave pericolo.\u00a0<\/em><em>Le minacce da inquinamento, pesca eccessiva, e introduzione di specie aliene.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><a href=\"https:\/\/www.blogcielomareterra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/sarus-crane-gru-antigone-parco-sariska-rajasthan-india-8851198f-03e7-4478-bb2b-3b66c96f0740.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-475\" alt=\"Le Gru: in Italia si sono estinte\" src=\"https:\/\/www.blogcielomareterra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/sarus-crane-gru-antigone-parco-sariska-rajasthan-india-8851198f-03e7-4478-bb2b-3b66c96f0740.jpg\" width=\"700\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.blogcielomareterra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/sarus-crane-gru-antigone-parco-sariska-rajasthan-india-8851198f-03e7-4478-bb2b-3b66c96f0740.jpg 1000w, https:\/\/www.blogcielomareterra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/sarus-crane-gru-antigone-parco-sariska-rajasthan-india-8851198f-03e7-4478-bb2b-3b66c96f0740-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p>Nella Lista rossa dei vertebrati italiani, curata dall\u2019IUCN, <strong>in Italia la gru non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/strong> Infatti risulta essere tra le sei specie estinte in tempi recenti, insieme alla quaglia tridattila, il gobbo rugginoso, il rinolofo di Blasius, lo storione e lo storione ladano.<\/p>\n<p><strong>La perdita di diversit\u00e0 \u00e8 la minaccia ambientale pi\u00f9 grave a livello mondiale.<\/strong> E\u2019 causa dell\u2019insicurezza alimentare ed energetica, dell\u2019aumento della vulnerabilit\u00e0 ai disastri naturali come inondazioni o tempeste tropicali, della diminuzione del livello della salute all\u2019interno della societ\u00e0, della riduzione della disponibilit\u00e0 e della qualit\u00e0 delle risorse idriche e dell\u2019impoverimento delle tradizioni culturali. Ognuna delle 1.900.000 specie viventi catalogate dagli scienziati svolge un ruolo specifico nell\u2019ecosistema in cui vive e la scompar\u00adsa anche di una sola specie pu\u00f2 portare ad alterazioni irreversibili. Ed \u00e8 in occasione della<strong> Giornata mondiale della biodiversit\u00e0<\/strong> (<em>il 22 maggio 2014<\/em>), si fa il punto sulla salute dell&#8217;ambiente e degli habitat. La biodiversit\u00e0 \u00e8 il \u201ccapitale naturale\u201d del pianeta, ci offre beni e servizi di vitale importanza come il cibo, la stoccag\u00adgio della Co2, la regolazione delle acque, la fornitura di materie prime. E\u2019 una componente fondamentale del nostro sviluppo sostenibile, e distruggendola si altera la capacit\u00e0 degli ecosistemi sani di fornire i loro beni e servizi. Con un risvolto non indifferente anche sotto il profilo economico.<\/p>\n<p><strong>Secondo l\u2019OCSE, i danni per la perdita della biodiversit\u00e0 da qui al 2050 sono stimabili in una cifra che oscilla tra i 2 e i 5 trilioni di dollari all\u2019anno,<\/strong> somma superiore alla ricchezza prodotta dalla stragrande maggioranza della nazioni della terra. Le previsioni dell\u2019UE (riferite anch\u2019esse al periodo 2000-2050) parlano, invece, di una perdita annuale di servizi ecosistemici di circa 50 miliardi di euro soltanto all\u2019interno degli ecosistemi terrestri.<\/p>\n<p><strong>Sulle 63.000 specie valutate nell\u2019ultima Lista Rossa dell\u2019IUCN<\/strong> (<em>International Union for Conservation of Nature<\/em>), 19.817 sono considerate minacciate. Tra queste, il 41% degli anfibi, il 33% delle barriere coralline, il 25% dei mammiferi, il 13% degli uccelli e il 30% di conifere. In Europa, secondo la Red List Europea pubblicata nel 2013, la quota pi\u00f9 elevata di specie minacciate si trova nell\u2019area del Mediterraneo: \u00e8 considerato a rischio il 21% delle 2.032 specie valutate in Spagna, il 15% delle 1.215 specie che si trovano in Portogallo e il 14% delle 1.684 specie presenti in Grecia.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia detiene il primato della biodiversit\u00e0 europea<\/strong>, con oltre 67.000 specie di piante e animali (circa il 43% di quelle presenti in Europa), ma anche da noi le popolazioni di vertebrati sono in declino (soprattutto in ambiente marino). Delle 672 specie di vertebrati valutate (576 terrestri e 96 mari\u00adne) nella Lista rossa dei vertebrati italiani, pubblicata nel 2013 dal Comitato Italia\u00adno dell\u2019IUCN su iniziativa del ministero dell\u2019Ambiente e Federparchi, oltre alle 6 che risultano estinte ultimamente, tra cui la Gru cenerina che in Italia non nidifica pi\u00f9, 161 sono gravemente minacciate di estinzione (28%). Tra queste, lo squalo volpe, l\u2019anguilla, la trota mediterranea, il grifone, l\u2019aquila di Bonelli e l\u2019orso bruno. <strong>Le specie in pericolo sono in totale 49 tra cui il delfino comune, il capodoglio, la tartaruga Caretta caretta e la gallina prataiola.\u00a0<\/strong><em><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la Giornata mondiale della biodiversit\u00e0 si \u00e8 evidenziato come un terzo degli animali \u00e8 in grave pericolo.\u00a0Le minacce da inquinamento, pesca eccessiva, e introduzione di specie aliene. 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