Le antiche varietà di grani autoctoni

Nel Cilento sono circa 20 gli ettari destinati alla coltivazione di antiche varietà di grani autoctoni, come Carosella, Saragolla, grano di Caselle. L’esempio di Angelo Avagliano con la sua “Tempa del Fico”.

Grani cilentani

Grani cilentani

 

Negli ultimi tempi, forse dovuto anche alla crisi economica, si registra un “recupero” dei saperi e delle antiche tradizioni. E così anche varietà tipiche in via di estinzione stanno trovando una loro riscoperta. Come ad esempio il grano e molte varietà autoctone che il Cilento ha saputo conservare. «Gran parte del mio lavoro – spiega Rosa Pepe del centro di ricerca per l’Orticoltura di Pontecagnano – è rivolto all’ortofrutta e alla salvaguardia della sua ricca biodiversità, ma spesso mi è capitato di incontrare agricoltori interessati a saperne di più anche di grano. Finché pian piano le esperienze importanti sono andate crescendo e l’attenzione pure».

Attualmente nel Cilento sono circa 20 gli ettari destinati alla coltivazione di antiche varietà di grani autoctoni, una quantità esigua se comparata alle grandi produzioni delle regioni vicine come Lucania e Puglia, ma significative in termini di tutela del patrimonio naturalistico. Carosella, Saragolla, grano di Caselle, Senatore Cappelli, Lurumana, Ianculedda non sono più solo nomi sconosciuti ai più giovani.

Oggi sono circa trenta gli agricoltori che stanno investendo nella coltivazione delle antiche varietà di grano cilentane.

Angelo Avagliano con la sua «Tempa del Fico» a Laurino è solo un esempio del lavoro che si sta facendo sul territorio. Ospitalità, escursioni, fattoria didattica che si intersecano nella pura attività agricola e la trasformano in un’azienda di tutto rispetto, anche in termini economici. Alla Tempa del Fico da 20 anni si lavora al recupero di antiche sementi di grano autoctono. Tutto è iniziato con la scoperta del territorio di Pruno di Laurino, nel cuore del parco del Cilento, da parte di Angelo Avagliano.

La Valle era ancora integra da un punto di vista naturalistico dovuto al fatto che solo da poco tempo il suo secolare isolamento era stato violato dalla costruzione della strada asfaltata.  La zona era molto ricca d’acqua molti terreni erano incolti. Molti campi erano ancora coltivati a grano come la Carusedda di Pruno, Carosella degli antichi romani, un grano antico sopravissuto alle manipolazioni genetiche. Dal 2007 i coltivatori del grano Carosella di Pruno sono riconosciuti come una Comunità del Cibo Terra Madre, partecipando all’incontro mondiale dei pastori, contadini e pescatori organizzato dall’Associazione Terra Madre di Torino nel 2008.

Ad oggi  nella Valle di Pruno è attivo un programma di sperimentazione colturale e recupero di altre varietà antiche di grano:

  • Saragolla, grano duro originario dell’area mediterranea
  • Solina, grano tenero originario dell’area appenninica centrale
  • Gentile Rosso, grano tenero originario dell’area appenninica centro-settentrionale
  • Risciola, grano tenero del sud Italia

I grani coltivati naturalmente nella Valle sono tutti moliti a pietra nel Mulino comunitario istallato al centro della Valle, di fattura contemporanea ma di concenzione meccanica tradizionale.

Le farine ottenute, valorizzate dal metodo tradizionale di molitura a pietra, sono trasformate in Pane d’arte con il prezioso lievito madre tramandato dalle donne della comunità di Pruno da oltre un secolo.

Link: http://www.tempadelfico.com/grani-antichi-carosella-saragolla-cilento/

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