BALENOTTERE SEGUITE CON TRACKING SATELLITARE

di Cornelia Kramsall, studente della gestione ambientale all’University of Natural Resources and Life Science Vienna (BOKU Vienna)

Balenottera. Fonte: FOCUS – focus.it

Nel contesto ambientale si parla spesso di preservare la biodiversità. Ci si chiede quali specie ci vivono e come si muovono. Un compito abbastanza difficile. Un team di ricercatori  dello studio Tethys/ISPRA sta seguendo la migrazione nel Mediterraneo delle balenottere con un tracking satellitare, ossia un sistema basato su sei satelliti orbitanti tra il Santuario Pelagos e lo Stretto di Sicilia, che consente di ottenere i dati sul loro posizionamento per 12 ore al giorno in due “finestre” di sei ore ciascuna.

Ecco un nostro commento sul comunicato stampa diramato dall’Ispra.

Sulla ricerca delle balenottere in inverno

Quando si chiede la protezione di specie come le balenottere si richiede un minimo livello di conoscenza. Significa tra l’altro capire come questi cetacei si comportano, dove migrano in inverno o in estate, e quale sono i danni che fronteggiano nel loro ambiente. La migrazione ad esempio è a rischio per il traffico marino.

Area di migrazione delle balenottere sotto ricerca nel Mare Adriatico 2013-2015. Fonte: Panigada et al., Satellite tagging of Mediterranean fin whales: working towards the identification of critical habitats and the focussing of mitigation measures, 2017. Nature, Scientific Reports.

Per la ricerca vengono utilizzati delle trasmittenti satellitari usati per monitorare gli animali nel loro viaggio tra il 2013 -2015 per identificare situazione critiche delle balenottere durante l’anno. I risultati della ricerca sono pubblicati in ‘Nature’ (Link qua), uno dei giornali scientifici più importanti riguardo le scienze naturali. 

Gli studi fatti dimostrano una nuova via della migrazione delle balenottere dal mare adriatico allo Stretto di Sicilia alle aree di alimentazione del Santuario Pelagos, il quale li rende in pericolo di collisioni con il traffico marittimo. Sapendo di questo rischio è da sperare che si trovi un modo per proteggere gli animali nelle diverse fasi dell’anno in cui si spostano.  

Dalla tecnologia ai dati per arrivare alla protezione

Le tecnologie nuove intanto portano alle possibilità di migliorare la tutela e la protezione. Per monitorare lo sviluppo delle popolazioni, nel passato ci si fronteggiava con alcune difficoltà. Non si segue semplicemente un balenottere nel suo viaggio. La tecnologia permette ora di portare a metodi nuovi ed equipaggiamento per studiare fenomeni complessi e spesso ci si pone domande sulla biodiversità. La tecnologia del ‘remote sensing’, cioè la possibilità di analizzare dati dei satelliti, ha un ruolo importante sulle ricerche attuali della gestione ambientale. Sull’altro lato ormai c’è anche l’opportunità di fare analisi che richiedono computer moderni e programmi molto avanzati. Ci troviamo ormai in una situazione di risultati nuovi grazie proprio alla tecnologia della gestione di dati. Intanto aspettiamo più risultati e conoscenze su questi animali maestosi. Sperando di arrivare alla possibilità di proteggere il loro ambiente.

di Cornelia Kramsall

Studente della gestione ambientale all’University of Natural Resources and Life Science Vienna

“passionate about projects and ideas to enjoy life while greening the world – let’s keep spreading the word”

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