La plastica che galleggia nel mare. Il progetto “The Ocean Cleanup”

 

Mai sentito dell’”isola di rifiuti” nell’Oceano che è anche più grande di alcuni paesi?

Il progetto ‘The Ocean Cleanup’ ha l’obiettivo di raccogliere tutti i tipi di rifiuti dall’Oceano. E cioè pezzi di plastica, sigarette, tessuti. Si potrebbe chiedere perché sia necessario o cosa può fare un progetto piccolo riguardo all’oceano intero?

Le grandi isole di plastica

The Great Pacific Garbage Patch. Fonte: National Geographic Education Blog.

   Le “grandi isole di plastica” galleggiano in alcuni spazi del mare dove si accumulano in seguito alla corrente marina e formano una grande massa assomigliando così ad un’isola. Ne esistono cinque grandi. Alcune sono più grandi anche dell’Austria (però è difficile stabilire la sua esatta area). I rifiuti che finiscono in questo punto arrivano da tutto il mondo. Sono in prevalenze bottiglie di plastica che vengono buttate nell’ambiente e che trovano ad esempio la loro strade tramite fiumi che sboccano nel mare. Oppure spazzatura lasciata sulla spiaggia o sulle barche che vengono portate via dal mare.

Da queste “isole di plastica” vengono però sciolte particole che si rimpiccioliscono o vengono mangiati dagli animali. Così entrano nella catena alimentare. Sul web o sui giornali si possono trovare immagini di animali che soffocano dalla plastica o muoiono di fame tartarughe, pesce, uccelli, balene.

Soluzioni per pochi? 

Il progetto è cominciato nel 2013 ed è nato dall’idea di un 17enne che voleva progettare come usare la corrente marina per cacciare i rifiuti che galleggiano sopra l’acqua e così prenderli. Ha trovato famosi supporter che lo hanno aiutato a realizzare un prototipo e trovare così il finanziamento attraverso un crowdfunding. E così più di 38000 persone hanno donato più di due milioni di dollari in 100 giorni.

Boyan Slat, CEO and founder of “The Ocean Cleanup”. Fonte: The Ocean Cleanup.

È stato uno dei progetti che ha catturato la mia attenzione sul tema del crowdfunding. Comunque è la politica internazionale che se ne dovrebbe interessare, ma in assenza è bene che siano anche questi progetti ad occuparsene. Con il crowdfunding diventa una soluzione che parte direttamente dai cittadini. Una descrizione animata interessante la potete trovare su youtube)

 

Iniziamo a riciclare i rifiuti

L’idea generale di raccogliere la spazzatura dall’oceano certamente non può essere la risposta completa. Iniziamo a non buttarla. Dai nostri rifiuti di plastica finiscono più di 8 milioni di tonnellate nell’oceano ogni anno (Jambeck et al, 2015, Science Peer Review Journal). Però se pratichiamo il riciclaggio invece – cioè, mettere per esempio i pezzi dell’imballaggio o la bottiglia di plastica nel contenitore giusto – può essere una soluzione piccola, però aiuterebbe. Ecco perché è importante anche fare azioni mirate sulla spiaggia e ad esempio lungo la Costiera amalfitana.

Fonte: Ted-Ed.

C’è anche un altro problema che riguarda la raccolta dei rifiuti dal mare. Ad esempio vengono mangiati da animali che non distinguono ciò che è un rifiuto e l’alimentazione. Molti pesci soffocano o muoiono di fame. Oppure i rifiuti nel mare, generalmente la plastica diventa “micro plastica”, ed entra ancora più facilmente nella catena alimentare causando seri problemi agli esseri umani. La plastica ad esempio può rimanere anche cento anni prima di decomporsi.

Ci sono anche altri progetti simili anche in settori diversi. Ad esempio c’è una stazione di ricerca in Sardegna che cerca di salvaguardare animali protetti e feriti e li liberano anche dalla plastica nel colon (Area Marina Protetta “Peninsola del Sinis – Isola di Mal di Vente). In una ricerca fatta insieme all’Università di Bologna è stato dimostrato come il 17% delle tartarughe salvaguardate avessero plastica nel colon.

Un mondo senza rifiuti – #wastefree #noplasticforayear

Se volete invece rendere il vostro stile di vita ancora più sostenibile, provate a non produrre rifiuti. Cominciamo in casa e quando facciamo la spese, e in azienda con il design dei prodotti. Esistono pagine web che trattano come e dove si può fare senza prodotti che creano rifiuti. E ci sono tante organizzazioni che si dedicano ai prodotti riciclabili e all’economia circolare.

Per saperne di più:

 

di Cornelia Kramsall * studente della gestione ambientale all’University of Natural Resources and Life Science Vienna

“passionate about projects and ideas to enjoy life while greening the world – let’s keep spreading the word”

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