
Jayden ci racconta della sua partecipazione ad un progetto di volontariato ad ACARBIO all’interno di un progetto del Corpo Europeo di Solidarietà organizzato in collaborazione con l’organizzazione Progetto Zattera Blu e approvato dall’ Agenzia Italiana per la Gioventù. Un mese di immersione in una comunità multiculturale, nell’ambiente rurale di Tramonti, condividendo esperienze con volontari provenienti da tutta Europa.
Qui mi ha accolto una realtà diversa da tutto ciò che ho vissuto finora e credo sinceramente che un mese sia stato troppo poco.
La velocità delle ore, le mille cose da vedere, da fare, da provare.
Durante il viaggio per arrivare a Tramonti mi sentivo in ansia. Una sensazione a metà tra il negativo e il positivo: ansia perché conoscere nuove persone non è mai stato semplice e perché i contesti che non conosco ancora mi mettono paura, e un’ansia che definirei positiva perché non mi sentivo più in grado di aspettare, un bisogno immenso di scoprire come sarebbe stata la mia vita per un mese, il tutto colmato da una forte speranza.

La prima cosa che ho trovato è stata accoglienza. Da parte dei membri di Acarbio, e da parte degli altri volontari presenti. Ho trovato accoglienza nella casa in cui ho vissuto, nel tutor che mi ha affiancato durante tutto il mese. La paura di non legare con qualcuno, della solitudine, è durata giusto il tempo di svuotare la valigia, lasciando poi spazio alla possibilità di fare amicizia senza ansie e paranoie. Quest’esperienza mi ha lasciato vita, insieme a tanta voglia di tornare lì, viaggiare, e mettermi in gioco nonostante l’ansia. Credo che la sensazione che mi ha accompagnato per tutto il mese sia stata quella della sicurezza. Mi sono sentito al sicuro, aiutato e compreso.
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Era la mia prima volta in Costiera Amalfitana e me ne sono innamorato.
Oltre alle ore di lavoro in associazione, ho visitato Maiori, vicino a Tramonti, ma anche Amalfi, Salerno, Napoli. Ho avuto la possibilità di girare, scoprire luoghi che non conoscevo, parlare con le persone del luogo, godermi il mare e l’acqua pulitissima (ero abituato all’acqua di Jesolo, vicino Venezia, quindi decisamente diversa). Inoltre ho potuto vedere alcune feste di paese, ad esempio la festa del vino a Gete, che permette di avvicinarsi ulteriormente alla realtà in cui ero inserito.
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Ho amato il contatto con le diverse culture. Ragazzi francesi, irlandesi, tedeschi, georgiani e altre culture ancora. Paesi che conosco poco, ma di cui ho potuto imparare alcune usanze, tradizioni, cucina.
Il poter parlare con persone di background molto diversi lo trovo speciale e interessante; è un modo di arricchirsi e di creare legami con persone e costumi distanti dai propri. Mi sono messo in discussione, e con me le mie abitudini, i miei pensieri, le mie opinioni. Le ho messe sul tavolo insieme a quelle degli altri, li abbiamo mischiati e conosciuti, lasciando qualcosa a ciascuno. Un arricchirsi di vita a vicenda.
Quest’esperienza mi ha lasciato capacità, alcune legate alle attività svolte (ad esempio di traduzione), altre legate alla vita e in particolare alle relazioni.
Imparare a convivere nella stessa casa di qualcuno che non conosco da tutta la vita, imparare a gestirmi le giornate, ad ascoltarmi per capire quando stare con gli altri e quando prendermi del tempo per me, imparare a comprendere e controllare le emozioni, che possono essere molto forti, sentimenti di mancanza, di paura, la voglia che alcuni momenti non finiscano mai, il non voler tornare a casa.
Jayden



